Quando il corpo ti sta dietro...


Sto dimagrendo...velocemente e con soddisfazione.
Il mio trucco è un non-trucco. Semplicemente mangio poco, mangio sano (diciamo pure sanissimo) bevo molta acqua liscia e faccio sport in ogni momento libero che ho.
Sto lavorando anche. E tanto.
Diciamo pure tantissimo.
Per cui trovar tempo per lo sport è una vera impresa ma - ammetto - di contro è una vera impresa anche trovar tempo per mangiare e quindi, forse, le due cose finiscono per bilanciarsi.
E sto vedendo il mio corpo cambiare.
Un corpo da trentottenne non è come il corpo di una ventenne. In teoria.
In pratica credo che la genetica sia dalla mia o, più semplicemente, nessuno ha avvertito il mio metabolismo che io non ho più vent'anni.

 
Sì perché il corpo mi sta dietro, lo vedo mutare giorno dopo giorno, sotto i colpi dello step, sotto quelli del ballo, sotto gli sforzi dei massacranti esercizi ispirati dalla guru Kayla Itsines, per non parlare di Dren Up, che sarebbe una variante del prepensionistico acquagym ma te le voglio vedere le vecchine a sgambettare in acqua a duemila all'ora, con indosso un pantalone lungo (che fa da peso) per 50 minuti di fila, senza soste, se non per berti il litro di acqua liscia previsto dall'allenamento.
E lui (il mio corpo) sopporta tutto questo. Sopporta anche le passeggiate di dieci o più chilometri in giro per Roma, che ci sia il sole, che sia nuvoloso o che piova (tanto c'è il piumino a proteggerci, no?)
Vedo la linea che va dalla bocca dello stomaco al bacino incidersi nella pelle, vedo le scapole uscir sempre più in fuori, la vita stringersi, vedo la soddisfazione quando salgo sulla bilancia e sento meno i dolori. I dolori di un corpo appesantito, i dolori di uno scheletro potremmo dire sbilenco, di una cervicale invertita; Sento lo stomaco leggero, sento a volte i morsi della fame e li percepisco e li sopporto con un piacevole masochismo.
Non siamo uomini delle caverne, non abbiamo bisogno di mangiare sempre e di mangiare tanto. La mente si fa più lucida quando non è sotto l'oppio degli zuccheri complessi.
Mi sento una creatura diversa, più reattiva, più istintiva, il mio corpo mi sta dietro e io lo ringrazio perché premia i miei sforzi, a volte faticosi altre volte quasi non percepiti.
Ogni tanto mi fermo, mi guardo indietro, vedo il buio e non arrivo alla luce, così mi rigiro, guardo avanti, respiro a pieni polmoni e proseguo, imperterrita, verso la salita che è oggi la mia vita, costante pendenza che si fa sentire ma che ti fornisce anche tutti i mezzi per poterla superare. Con tranquillità.

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