Pane e tempesta

"Ho fatto un sogno - gli disse a voce bassa.
Io e te camminavamo in montagna, 
finivamo in una Nuvola alta e nera e scoppiava un gran temporale.
Cominciava a piovere [...] Tu tiravi fuori il pane fradicio e ti mettevi a ridere
E sai io cosa ti dicevo? [...]
- Piovi pure cielo nero, grandina e tu, vento, soffiaci contro!
Noi abbiamo sempre mangiato pane e tempesta.
E terremo duro."

Pane e Tempesta - di Stefano Benni



Il nome di questa pizzeria gourmet ha un qualcosa di magico, di poetico, di bello e lo si capisce anche se non si conosce questo brano tratto dal libro di Stefano Benni.
E' magico perché è un locale che nasce portando con sé della poesia, oltre che promesse di qualità e gusto.
La poesia pervade Pane e Tempesta. 
Le parole sopra riportate sono dipinte sulle pareti del piccolo locale, qualche tavolo per gustare in loco i loro prodotti, un bancone di legno naturale per servire e mostrare la pizza (e non solo) e delle cassette per contenere il pane fatto in casa. 
La semplicità, il bello, il profumo di pane e di buono.
Alcuni sacchi di juta a decoro del soffitto, come tende che riparano dal freddo intonaco, come vele che traghettano con naturalezza. 





Pane e Tempesta è una nuova realtà romana nata da pochi giorni nel cuore di Monteverde, che vede Fabrizio Franco e Patrizio Ginobi artefici e proprietari.
Il sottotitolo (se mi passate il termine) a Pane e Tempesta, dipinto sul bancale che fa da insegna all'esterno del locale è "pane, pizza e credenza".
Il pane è di varie tipologie, tutto con lievito naturale e farine bio macinate a pietra, con un plus settimanale che varia a seconda del momento (questa settimana pane di farro con nocciole e rosmarino): 
  • Pane al farro semi integrale.
  • Pane di multi cereali semi integrale.
  • Pane di tradizione incassettato alla segale integrale.
  • Pane di kamut incassettato.
  • Pane bianco di grano tenero tipo 0.
  • Pane sciapo naturalmente saporito con farro integrale e kamut.
  • Pane di farro con noci.




E poi c'è lei, la pizza. La regina di Pane e Tempesta. Si può gustarla in loco o portarsela via per mangiarla come cibo da strada o nel calore della propria casa. Qualunque sia il vostro desiderio e l'occasione per cui avete deciso di mangiar pizza ricordatevi che qui non troverete solo "pizza" ma....pizza e amore.





Per assemblare il bland di farine (del Molino Silvestri, tutte bio e macinate a pietra) hanno pensato di prediligere il gusto. Per questo, oltre al grano tenero, il mix contiene farina di farro integrale e farina di segale, e per condirle? 
Le idee più varie, scaturite al momento, in base alla stagionalità, al gusto, alla fantasia e - non so - magari anche in base a un profumo, un ricordo, una voglia del momento.
I gusti cambiano, variano, non sono mai gli stessi ma questi sono alcuni esempi, giusto per darvi l'idea del perché l'ho definita "pizza gourmet":
  • patate, rosmarino, gorgonzola piccante, nocciole spezzate
  • cavolfiore, alici, panettone tostato
  • focaccia, mortadella, granella di pistacchi
  • broccoletti, ricotta di bufala, bottarga
  • guacamole, finocchio, melograno
  • crema di porri, patate al rosmarino, castagne arrosto
  • crema piccante di broccolo romanesco e olive taggiasche, pistacchi, pomodori secchi


E infine c'è la credenza e con essa i dolci.
Con la pasta della pizza (meravigliosamente versatile, non c'è che dire) si realizza uno strudel non strudel.
Lo definisco così perché lo strudel ha tutt'altra tradizione, impasto e ricetta. Ma questa treccia, morbidamente avvolta intorno a un ripieno di mele, granella di amaretti e albicocche secche è un nuovo strudel, un dolce più che rivisitato, un dolce creato assemblando quel che c'è nel forno (la pasta) unito a prodotti semplici e sempre disponibili nelle dispense di ognuno (le mele) con l'aggiunta di quel pizzico di creatività che distingue (l'amaretto e l'albicocca secca) e con una spolverata di zucchero che in cottura si fa dolce crosticina.



e se è vero che il meglio deve ancora venire eccolo qui, il meglio. 
Il panettone di Pane e Tempesta. 
"Nuvola" così l'han definita in molti dopo averlo assaggiato. 
Io in verità non c'ho visto una nuvola
Io c'ho visto altro.
Quando mi han servito una fetta mi ha inebriato il suo profumo, celestiale, di quei profumi che ti dici "ah, vedi, questo è l'Odore del panettone" (sì, con la "o" maiuscola)
poi tastandone la consistenza per strapparne un lembo non so... ma già lì mi stava venendo in mente un bimbo, neonato, che accarezza il seno materno, richiamato dal profumo di latte che solo lui può percepire.
E poi l'assaggio.
Sapete quando si dice che prima di morire ti passa davanti la vita intera? Ecco.
Al primo boccone mi son passati davanti tutti i panettoni gourmet assaggiati fino ad ora. Ma non c'è storia. L'ultima immagine è stata lei, una mamma che allatta il proprio figlio, e al gusto, al palato ho provato le sensazioni di dolcezza, morbidezza, calore, conforto e... non so... sarà che il Natale celebra una nascita ma questo panettone riconcilia con la vita e uno sguardo sornione e placido s'è materializzato sul mio volto.


 





Pane e Tempesta
via Giovanni de Calvi 23/25
tel. 393.88.26.420
panetempestaweb@gmail.com

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