lunedì 18 luglio 2016

Della situazione del food in Italia. E della mia faccia sul giornale.




Le cose succedono per caso.
Le cose, semplicemente, càpitano.
E così un giorno ti trovi su Facebook e scovi la carbonara 3.0 di Oldani, l'ultimo foodgossip di questa estate 2016 e ti viene un senso di nausea.
Il food non lo riconosci piú e non lo riconosci piú da troppo tempo. Cosí condividi l'articolo e vaneggi che vuoi uno spazio per scrivere quel che pensi, per dire la tua, perchè sono anni che ci stai in mezzo e qualcosina ne capisci e, guarda caso, ti intercetta la direttrice di Zona, il free press distribuito nei municipi XIV e XV che accetta di pubblicare il tuo pensiero.
Ecco, un cameo vorrei regalarlo ai tanti che mi accusano di essere troppo social, di essere troppo 2.0 insomma...di esserci troppo, un solo hashtag, per tutti voi: #Statece
Chiusa la parentesi, torniamo a noi. 
Il food è stato il mio primo amore editoriale. Non sará nè l'unico nè l'ultimo ma è stato il primo (si sa che mi piace mangiare!)
Ammetto che piú di questo mi piace criticare, giudicare, far la morale e sparare sentenze e chi mi conosce lo sa. Il fatto che la cosa sia piaciuta anche alla direttrice della rivista ha fatto si che nascesse questo mio articolo, pubblicato con tanto di foto, che mi ha fatto sentire un sacco "editorialista de noantri". 
Vi posto sia la foto del pezzo che il link per andare direttamente alla versione online del giornale (lo trovate alla pagina 20 del pdf).
Leggetelo, se vi và, spero vi piaccia la metá di quanto è piaciuto a me pensarlo, scriverlo e vederlo pubblicato. 

lunedì 20 giugno 2016

A tutta frutta (e verdura)! Basta che siano centrifugate


Lo so, ultimamente scrivo poco, ultimamente son tutta eventi, recensioni e trullallà. Le cose cambieranno anzi, stanno già cambiando: nuove collaborazioni, nuovi contatti insomma n(u)ovi(tà)!
In attesa che qualcosa si concretizzi eccomi qui, non con una ricetta ma con un'idea, sicuramente banale per molti ma interessante per chi non ha mai avuto a che fare con una centrifuga e non l'ha mai acquistata (ahhh #SieteDeiPazziMaOraCePensoIoAVoi!!).
L'idea di questo post m'è venuta perché la mia, di centrifuga, dopo aver superato un brutto incidente ed esser stata brillantemente "rattoppata", si è ora rotta definitivamente. Se sei una che s'è abituata a far centrifughe de laqualunque e ti ritrovi di botto senza il marchingegno - ve lo dico - l'astinenza la senti, eccome se la senti!
In attesa di trovarne un nuovo modello, performante, fiammante e adatto ai miei bisogni, intanto vi parlo un po' di questo metodo alternativo di consumo per frutta e verdura.
Questi alimenti possono infatti essere assunti non solo crudi o cucinati ma anche sotto forma di frullati, smoothie e centrifugati. Nel caso delle centrifughe si parla di vitamine senza fibre, perchè tutta la polpa resta interamente nel cestello degli scarti, ma sempre meglio di niente, no?
Il mio rapporto con la centrifuga poi, devo ammettere che è particolare, diciamo che la uso, sovente, come uno svuotafrigo. 
Foglie tristi di radicchio e finocchio ne abbiamo?
Mosci tronchetti di sedano? 
Arance oramai non più di stagione? 
Mele bacate? 
Bene! si lava il tutto, si toglie il rovinato, si taglia a pezzi e via nella centrifuga. Il gusto cambia sempre a seconda delle scorte e del desiderio, unica costante un pezzetto di zenzero fresco e del limone.
Da sbucciare ci sono solo gli agrumi, il resto può esser lavorato così com'è (a dir il vero anche il pezzetto di limone lo frullo intero, ma non ditelo in giro...)
Quando racconto agli amici i pregi della centrifuga molti di loro mi rispondono "ehhhh ma poi devi pulirla...è una tale scocciatura..." e io, a tutti, rispondo che è più scocciante sbucciare la frutta per mangiarla, o anche dover consumare le verdure cuocendole o in insalata e che poi, se ci pensate, a sciacquare al volo i pochi pezzi che la compongono ci vuole davvero un attimo.
Bando quindi alla pigrizia e via libera a frutta di ogni tipo (attenzione solo a banane e melograni che potrebbero intasare o rovinare il filtro) e alla verdura che più vi piace (che siano pomodori, carote ecc.) per centrifughe differenti a seconda dell'umore, della stagione e dei gusti.

lunedì 6 giugno 2016

The Tower su 2night



Ed eccomi qua, arrivata alla terza recensione scritta per  e su 2night.
Oggi vi parlo di un locale in zona Portuense, The Tower, dove mangiar pesce e un cheesecake da favola.
Provare per credere (vi ho già detto che il cheesecake è da favola? Ecco, non fatemelo ripetere ancora...)
Qui il link al pezzo. Buona lettura (se vi va!)

mercoledì 1 giugno 2016

Tutti a Nemi, c'è la sagra!!



Si parte il 28 Maggio, domani, e si proseguirà fino al 12 di Giugno. 
Dove? A Nemi, ridente località che sorge a ridosso del lago omonimo.
Che evento è? (Ah! Lo sapete che dove c'è Naima ci sono eventi...) la sagra delle fragole, arrivata alla sua 83esima edizione.
Anche quest'anno la cittadina si riempirà di turisti e curiosi che potranno assaggiar fragole in tutte le salse, acquistarle a prezzi ribassati rispetto al solito, fotografarle e godere di spettacoli, mostre, sfilate e tanto altro.

Io ho già partecipato anni or sono a questo evento, ci andai da semplice turista curiosa, mi girai Nemi, entrai nei negozi fragolina-addicted, acquistai questi fruttini deliziosi e me ne rimase un bel ricordo, di un qualcosa "fatto bene" organizzato come di dovere, in barba a tante sagre laziali che lasciano il tempo che trovano, dove si finisce con l'avere i soliti stand stile mercato di paese e un paio di banchetti che vendono il prodotto simbolo dell'evento.
Nemi è differente e quest'anno il sindaco, Alberto Bertucci promette un'edizione che si farà ricordare.

Vi segnalo, come chicche, alcuni eventi:
Il 28 alle 17:00 ci sarà l'inaugurazione della mostra sulla storia della Sagra 
Il 29 alle 10:00 sarà la volta dell'inaugurazione della 1a edizione della mostra d'Arte Premio Fragolina di Nemi
Il 5 Giugno alle 11:00 si inaugurerà la Mostra dei Fiori e l'Arte della composizione che avrà come tema portante quello delle Olimpiadi 2016 e vedrà l'amichevole partecipazione di Maurizio Battista al taglio del nastro
Alle 16:00, invece, la sfilata delle Fragolare in costume tipico

Le info le avete, il sito di riferimento è www.nemi.rm.gov.it, le auto le potete parcheggiare in Via Nemorense o in Via dei Laghi, dove dei bus navetta vi porteranno fino alla sagra, che dire, non vi resta che organizzarvi e scegliere il giorno, ci vedremo lì! ;)

*In ultimo ci tengo a segnalarvi che i prodotti che vedete nella foto, il Fragolino di Nemi e le crostatine con frolla, crema e fragoline fresche, sono prodotte dall'azienda De Sanctis.
Il primo è un liquore tipico di Nemi ( si vocifera che ogni famiglia del luogo abbia la sua ricetta personale) ed è così apprezzato da essere esportato anche all'estero. Le seconde, e ve lo posso assicurare, sono davvero delle crostatine deliziose, se vi capita vi consiglio di provarle, non ve ne pentirete ( qui i riferimenti: www.desanctisitalia.it) 


mercoledì 25 maggio 2016

The meat market. Carni e burger come se non ci fosse un domani!



Un paio di settimane fa sono stata invitata a provare The Meat Market, un locale specializzato in carni che sorge sulle sponde del Tevere, a pochi passi dal già citato, provato e apprezzato Fisherman Burger.


Il locale è una macelleria dove scegliere anche da sé il taglio di carne preferito da farsi poi cucinare. 
La scelta è tra le più pregiate varietà ( Fassona, Marchigiana, Chianina) e le possibilità sono varie: tartare, bistecche, filetti o, perché no, la mastodontica tomahawk, una bistecca gigante che si ottiene dal cuberoll del bovino, un taglio molto pregiato e per questo gustoso e assolutamente da provare almeno una volta. 

In fatto di burger poi, il The Meat Market ne ha di cose da dire: oltre alle tante proposte già pronte (da segnalare il Norcino con hamburger di 200gr, crema al tartufo, lardo di Colonnata, porcini lamellari, scamorza affumicata e rucola oppure il piccante Calabria Burger: Hamburger n'duja da 200grammi, provola affumicata, peperoncini fritti, cipolla, salsa di peperoni, sopressata e rucola) c'è la possibilità di crearsi da soli i propri panini, segnando le scelte su un foglio di carta.
Si parte dalla preferenza della carne ( pollo, maiale, manzo e vitello) poi la grammatura ( da 150 fino a 500 grammi) e la cottura, per poi aggiungere gli ingredienti come una scelta di formaggi, verdure, salse e specialità ( pomodori secchi, bacon, noci, e altro) per ottenere una combinazione infinita di sapori e un panino su misura. 
Io mi sono cimentata in un esperimento con un mix di carne di manzo e maiale da 200 grammi, ben cotta (vista la presenza del maiale) e accomoagnata da emmental, zucchine, cipolla, bacon, pomodori secchi e maionese. La foto è indice del livello di gradimento.

Per chi cercasse qualcosa di più leggero sono proposte anche insalate speciali ( con fettine di manzo marchigiano grigliato o pancetta di capocollo o anche del semplice petto di pollo) e per chi vuole "farlo strano" ci sono hot dog speciali come il Puglia Hor Dog ( wurstel, pesto, cime di rapa, stracciatella e pomodori secchi) o il Bismark, con wurstel, senape, uovo, crema di patate, friggitelli, peperoni e cipolla in agrodolce. 

Decisamente il locale ideale dove passare una piacevole serata con gli amici, a sbranar carne, chiacchierare e beh... perché no... a selfiare (neologismo, noi blogger...possiamo 😄)

The Meat Market
Corso Vittorio Emanuele II, 320 - Roma

venerdì 20 maggio 2016

L'amore arriva...


L'amore arriva.

L'amore arriva e lo fa all'improvviso.

Come un gavettone di emozioni, una secchiata gelata, ti piove in testa,  ti sconquassa e ti sciocca.

Ti lascia senza parole. Anche.

Ti ritrovi lì, davanti a lei con le mani che tremano. Visibilmente. E non puoi fermarle, forse nemmeno ci fai caso tu, ma lei si, lei le vede e non le dimenticherà mai, quelle mani che tremano.

E i tuoi occhi. Ah, i tuoi occhi non sorridono, i tuoi occhi ridono!

- Ma davvero è così bella fuori com'è bella dentro? Ma dov'è il trucco, perchè dev'esserci un trucco, altrimenti non si spiega.

E sei lì, con lei, le parli, la guardi e contemporaneamente cerchi quasi di non guardarla, quasi non riesci a sostenere il suo sguardo e poi invece vorresti perdertici, nei suoi occhi, nascondere il tuo viso nell'incavo del suo collo.

- Oh! ma quanto ci vuole prima che io possa baciarla e nascondermi dentro di lei e farmi cullare dal suo calore. Madonna, ma davvero lei è qui per me?

E le parli ancora e lei sorride e così, di nuovo, ti viene quasi da ridere perché 'sta cosa è troppo bella per essere vera.

- Su' forza, ditemelo che è uno scherzo di quell'amico scemo che ho! Suvvia, siamo seri, lei davvero è qui per me e mi sta parlando, mi sorride e mi guarda? Oddio come mi guarda, io ci annego in quegli occhi.
Mi parla, mi sorride ancora, è tutta mia. Ah no, no che non è mia. Però lascia sta', dammi tempo e vedi se non sarà tutta mia.
E allora saremo solo io e lei, com'è quella cosa che avevo letto? "due matti non fanno uno sano ma a volte sono bravi a tenersi per mano" bello no? Sei la mia matta? Io sì, sono matto, sono proprio matto, io già lo so, per te ci potrei impazzire...

Ecco, l'amore è così, un muro di emozioni contro cui schiantarsi, un tir che ti arriva addosso quando non te l'aspetti.

L'amore è questo. O almeno credo. Quando lo incontro ve lo dico...

mercoledì 18 maggio 2016

Il Doppio, dove mangiare e bere (ma sempre in compagnia)


tutte le foto sono state fornite dall'ufficio stampa del ristorante

La scorsa settimana sono stata invitata al compleanno di un ristorante.
Chè io ero abituata a festeggiare i compleanni degli amici andando ai ristoranti e invece no, stavolta eravamo noi, gli amici, ad andar lì a festeggiare lui (o dovrei dire "esso"? Bah...) il locale delle sorelle Cipriani, "Il Doppio, mangiare e bere" che era stato ristrutturato un anno fa e che in precedenza era stato la "Taverna Romana".
Il menù ha visto un susseguirsi di piatti che non troverete tutti insieme nella carta del locale ma che si alterneranno tra le proposte, in quanto sono comunque dei must della chef (Romana Cipriani).


Ma entriamo nel vivo descrivendo i piatti che ci hanno proposto:
In principio un amuse bouche (il piatto che introduce il pasto) consistente in Gazpacho leggero con verdurine in pinzimonio. Ben preparato e di simpatica presentazione. Per una fan delle verdure crude è delizioso iniziare un pasto con bastoncini di fresche zucchine croccanti.


A seguire, l'antipasto: due polpettine accompagnate da verza rossa cruda (e andiamo ancora di verdure crude, belli voi...) Nello specifico ho adorato la polpetta di bollito, un must della cucina romanesca, servita su salsa bbq. In coppia una polpetta di melanzane (ma dentro c'erano anche patate a tocchetti) con coulis di pomodoro.
Per mandar giù il tutto con allegria un Prosecco DOCG Frizzante "Vl Mesdì" 2015 delle cantine Frozza.


Il primo è stato servito con Falanghina del Sannio DOP "Albanora" annata 2013 della Cantina Morone e consisteva in Ravioli di Castelmagno ed asparagina con asparagi e polvere di speck.


Quello che mi ha colpito del secondo proposto (Filetto di maiale semibrado alla senape con scalogno brasato) è stato il delizioso accostamento dei sapori. Sarà che io adoro tutto ciò che è cipolla e scalogno ma provarlo accostato ai semi di senape e alla carne è stata un'interessante scoperta. L'accoppiata alcolica è avvenuta con un altro dei vini naturali proposti per la serata, un Nebbiolo Colline Novaresi DOC "Flores" del 2014 delle Cantine del Castello Conti.


A chiudere la serata, il pasto e il compleanno de Il Doppio è stato il dessert: un Millefoglie con crema al Lime e frutti di bosco. La sfoglia era croccante ma cedevole al punto giusto, la crema al lime deliziosa davvero, per un dolce che - come da regola - date le sue fattezze, finisce per farsi rincorrere nel piatto, forchettata dopo forchettata ma che è un degno fine pasto, soprattutto se gustato con un Moscato D'Asti "Filari Corti" delle cantine Carussin.



IL DOPPIO, MANGIARE E BERE
Via Rodi, 16 Roma
Chiuso Sabato e Domenica a pranzo

lunedì 16 maggio 2016

Torte in tazza ovvero mug cake (e tazze personalizzate)


È che io, sinceramente vi dico, manco me ne ero accorta.
Poi invece succede che ti ritrovi a tornare la Domenica mattina a lavorare a Piazza di Spagna, come facevi l'anno scorso, e rivedi tutto, rivedi i luoghi, rivedi i raggi di sole che colpiscono i muri dei palazzi con la violenza delle mattinate assolate, e rivedi la feritoia che ti aveva ingoiato il telefonino che poi invece ritornò tra le tue mani. Ti siedi, ordini, mangiucchi e inizi a scrivere. Di che dobbiamo parlare oggi? ah si, le mug cake. È così ritrovi il pezzo scritto per quel magazine e il tuo commento che dice che c'avevi messo quattro ore per prepararla, quella ricetta, quando invece è di un facile che strabilia. È così che ricordi. Tutto. Solo che tutto è proprio troppo per cui grazie, anche no.
Ricordi ma oggi sei lì, con un'altra ricetta sperimentata, con un contenitore differente, una tazza personalizzata per te (anzi tre tazze!)  con le frasi scelte da te tra cui la preferita "se ti lasci andare le cose andano" un neologismo che sa di romantico. E quindi grazie a Camaloon per le tazze e per avermi involontariamente riportato indietro nel tempo e avanti veloce da una Nàima che è molto più tosta della Nàima di ieri. Se non fosse per quell'attimo che sono i suoi ricordi...

Ingredienti (per quattro/sei persone):
150 gr Farina 00
2 uova
60 gr cioccolato fondente
50 gr cacao amaro in polvere
100 gr di latte
60 gr di burro
100 gr di zucchero semolato
la punta di un cucchiaino di lievito in polvere per dolci
una confezione di panna da montare
gocce di cioccolato fondenti
codette di cioccolato

Come prima cosa montate uova e zucchero. Sciogliete cioccolato fondente e burro a bagnomaria e uniteli ai primi, con lentezza, a fruste spente. Aggiungete poi gli ingredienti secchi a cucchiaiate: cacao, farina e il lievito setacciati insieme. Aggiungete il latte intiepidito poco per volta e mettete il composto in tazze. Riempite ogni tazza per circa due terzi della capienza e, prima di infornare nel microonde aggiungete una manciatina di gocce di cioccolato in ognuna.
Cuocete per un paio di minuti, tirate fuori dal forno e, dopo aver montato la panna (scegliete voi se zuccherarla o meno) decorate ogni mug cake usando una siringa per dolci.
In ultimo il tocco dello chef (si fa per dire...): una spolverata di codette di cioccolato per renderle deliziose anche alla vita.
Buon appetito!

venerdì 6 maggio 2016

Il Paradiso delle parole perdute

 


Un giorno, era Domenica, una tiepida Domenica di Marzo, ero a Testaccio, in un ristorante e aspettavo, ligia, il mio tavolo. L'ingresso era affollato di persone che attendevano con me la stessa cosa. Alla spicciolata gli avventori, satolli, si alzavano e andavano via, passando di fronte alla cassa e salutando la proprietaria. "Ciao", "grazie", "arrivederci", "buona serata".
Uno su cinque riceveva risposta, il ristorante è romanesco e famoso e a Roma famoso combacia con affollato, affollato coincide con caotico e caotico fa rima con persone non sempre attente a tutto, ai saluti, per esempio.
"Ciao". E niente
"Arrivederci". E silenzio.
"Buongiorno". E ciao proprio...
Quanti ne ho sentiti, in quei pochi minuti, di saluti caduti nel vuoto, di parole non ascoltate, di richiami mai afferrati.
E così ho iniziato a pensare, credo per via dei morsi della fame, e mi son chiesta: ci sarà forse un Paradiso, che accoglie tutte queste parole amorose e cortesi che cadono nel vuoto, nascono e muoiono nell'arco di un secondo, che riescono a viver meno di certe farfalle, che si spengono sulle labbra di chi le pronuncia, si spengono nella speranza di una risposta che dia un senso alla loro breve vita e muoiono senza ricevere questa consolazione.
Se esiste, questo Paradiso delle parole cadute nel vuoto, della parole perdute, è un posto nebbioso ma luminoso al tempo stesso, che gode del biancore di un alba irreale, con cicciose lettere in stampatello che vagano sapendo di aver svolto il loro compito, consapevoli di aver vissuto appieno ma vittime dell'indifferenza e per questo finite lì, nel Paradiso delle parole perdute, in attesa, chissà, di una rinascita, sotto forma di versi, sospiri, sbadigli o mugugni di piacere, sotto forma di parole piante, di gridi di gioia, sotto forma di qualcosa che magari, nella prossima vita, non cadrà nel vuoto, sarà raccolto, amato o odiato ma comunque usato nel suo miglior modo, tutto, nella speranza che la prossima volta, sia quella giusta.

martedì 3 maggio 2016

Il "mio" Meccanismo



Mi piace definirli "miei" questi post.
Mie sono le foto, le parole e le opinioni. Non pretendo che tutti le condividano perchè mio è anche il giudizio e - in qualità di giudice - lo esprimo ma non nella sua oggettività.
Una visione personale di una cena da Meccanismo, risto-bistrot in Piazza Trilussa, già Friends, che ho provato qualche giorno fa e di cui è uscita ieri la mia recensione su 2night.
Se vi và, lei è qua-> "recensione Meccanismo"

lunedì 2 maggio 2016

Io mangio da sola


Mi è capitato la prima volta una sera, di un annetto fa, dovevo fare una recensione per una rivista per cui lavoravo e non avevo nessuno con cui andare. Era la prima volta che succedeva.
Essendo lavoro non potevo certo tirarmi indietro così mi recai al ristorante, mandai giù la faccia vagamente interdetta del cameriere (possibile che non gli fosse mai successo? Bah...) mi sedetti e iniziò.
Iniziò un'esperienza.
Ordinai in lentezza, dopo aver letto il menù con attenzione, aspettai i miei piatti guardando i particolari del locale, guardando la gente che entrava alla spicciolata. 
E poi, dopo che fui servita, incominciai a mangiare, con gli occhi prima che con la bocca, studiai, valutai e poi assaporai, masticando senza parlare, boccone dopo boccone, tenendolo in bocca senza il dovere di ingoiare per parlare con un inesistente interlocutore.
E tra una portata e l'altra mi divertii a sbirciare gli altri.
Non sono mai stata una che si interessi agli altri. Da quel che dicono a quel che fanno. Preferisco badare a me, sono già abbastanza impegnativa per trovar tempo di far caso anche alle persone, estranee, che mi circondano. La classica sbadata menefreghista.
Invece quella sera iniziai a sentire e vedere gli altri, estranei che condividevano con me il tempo limitato di una cena. 
La moglie che raccontava i particolari della vita di un'amica al marito annoiato, la famigliola completa di nonni che commentava la cena mentre ancora stava avvenendo, i fidanzatini con la faccia infilata nei loro smartphone e, magari, il cuore altrove, due uomini che si erano portati il lavoro in tavola o forse erano arrivati a quel tavolo per parlarne, di lavoro.
Quando un senso viene escluso gli altri si acuiscono e non serve una privazione definitiva, ne basta una momentanea. Gli altri sensi corrono a sopperire la sua mancanza per cui - se mangi da sola, la vista si concentra sul piatto, l'udito si autoesclude, il gusto si potenzia, e via di seguito. Un legame, si crea, un legame stretto, un bondage culinario tra te e il cibo che ti regala un'emozione unica nel suo genere, un'esperienza forte, intensa, violenta se vogliamo, un'esperienza che vi consiglio di provare, almeno una volta nella vita.
Parafrasando Steve Jobs: Siate curiosi, siate sfacciati, mangiate (anche) da soli.

martedì 26 aprile 2016

The Fisherman Burger: perchè per mangiare del (buon) pesce non serve arrivare sul litorale romano

 

Pesce e centro di Roma. Detto così suona strano, noi romani siamo abituati ad andarcene verso Ostia, Fiumicino e posti simili per farci "nà bella magnata de pesce".
Qui invece siamo in centro, a Piazza Pasquale Paoli, a due passi da Castel S. Angelo.
Il Fisherman Burger è un locale delizioso, arredato in stile marinaro con tavole decapate in bianco e blu petrolio, con un bancone pieno di ghiaccio e pesce fresco da far invidia a una pescheria (se non fosse che il locale è - proprio - una risto-pescheria!) con un menù tutto da leccarsi i baffi e piatti abbondanti, deliziosi, ben costruiti e presentati.


Sono stata circa un mesetto fa a mangiar pesce da loro, ho mangiato tutto quello che vedete nelle foto. Anzi no, scusate, che sciocca, mi correggo...mancano le foto dei crostacei crudi e della tagliata di frutta finale (sapete, quella è d'obbligo, per sgrassare...) 
Il tutto è iniziato con un piatto di molluschi crudi: ostriche (che ho regalato alla mia commensale in quanto sono l'unico crudo che non mangio)  e tartufi di mare, a cui abbiam fatto seguire gamberoni crudi. Freschezza, sapore e io in visibilio.


Continuando col crudo (che io adoro letteralmente, che sia di carne ma ancor più di pesce) un tris di tartare: tonno, salmone con mango e ricciola accompagnate da un'insalatina mista. Fantastici!

 

Passiamo poi a uno dei protagonisti del locale: il lobster (astice, per gli amici italiani). Si può gustare sotto varie forme ma noi abbiamo scelto un roll (servito con patatine fritte) e un astice gratinato (servito con patatine fritte e un'insalatina mista molto sfiziosa e variegata, non il classico contorno aggiunto di default ai piatti).



Cotto alla perfezione, deliziosamente e succulentemente tenero il polpo arrosto, che viene cucinato su carbone e servito con chips fritte e l'immancabile misticanza di insalata.


Per sfiziarci poi (sì, va beh, non regge...ma eravamo così curiose...) ci siam fatte portare un piatto di pettinesse fritte panate. Non avete idea di cosa siano questi "pescetti", la loro carne vi farà rimpiangere di non averle assaggiate prima. 


Anche in fatto di fritture miste non ce la siamo cavata male, un mix di gamberi e calamari con i sostanziosi contorni che potete vedere nella foto qui sopra, il tutto servito in maniera originale e divertente e la prova è perfettamente superata fritti promossi a pieni voti: croccanti e asciutti

 


Dovete sapere che il pesce arriva nella risto-pescheria ogni giorno dall'asta, ma non ci sono solo i piatti che vi ho mostrato, no, a piacere potete scegliere anche tra primi piatti, panini dai prezzi easy e poi piatti unici come insalatone con  vari tipi di pesce (salmone, seppia, tonno, polpo o gamberi!). Ma per chiudere la sezione salata della nostra cena: "e che fai, du cozze gratinate nun ce le metti?".


Passiamo poi ai dessert: la scelta è tra un brownie con gelato, panna montata e mandorle tritate oppure un tiramisù scomposto


con cui divertirvi e che ognuno scegierà a modo suo come mangiare!
E poi churros con nutella, strudel scomposto e i dolci del giorno.


Infine vi consiglio i piatti di frutta, che comprendono sia frutte nostrane che frutte esotiche, già mondate e tagliate, pronte per essere mangiate e chiudere in bellezza la vostra cena da The Fisherman Burger.



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