Trippa alla romana

Chiedo venia x la foto, sgranata, fatta con poca luce e senza flash (xchè lo detesto)

L'altra sera mi sono presentata casualmente a casa dei miei in orario di cena ("come se non scroccassi già abbastanza pranzi" direbbero loro) ed ho trovato mio padre intento a rimestare un secondo tipico romano nella sua bella pentola di coccio e questo secondo era a base di trippa (che sarebbe poi lo stomaco del bovino).
Non so se ve l'ho mai detto ma io sono una "di bocca buona" come si dice dalle mie parti, nel senso che davanti al piatto non mi faccio problemi, non sono una con gusti complicati, diciamo pure che mangio qualsiasi cosa non corra più veloce di me (altrimenti non riuscirei ad acchiapparla, mi pare ovvio).
Solo una cosa non mi piace, le interiora degli animali, che a Roma invece vanno tanto di moda, ma io sono così tanto di bocca buona che tra le varie frattaglie: rognoni, fegatini, coratelle, pagliate e trippe varie faccio una distinzione e salvo quest'ultima. La trippa infatti la mangio da sempre, da quando ero piccola, quando avevo del pelo sullo stomaco ed oltre alla trippa andavo letteralmente pazza per: zampe di pollo bollite, lumache al sugo e fegato alla veneziana (poi dice che una vien su strana....e va bé...)
La ricetta che vi passo oggi è una pietra miliare della cucina romanesca, è anche piena di peperoncino, che però si può dosare secondo coscienza, e veramente merita di essere provata.

Ingredienti (per 4 persone):

  • trippa per quattro già pulita
  • polpa di pomodoro
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • una costa di sedano
  • qualche foglia di menta
  • un paio di spicchi d'aglio
  • uno scalogno
  • olio evo
  • pecorino grattugiato
  • peperoncino
  • opzionale: una pentola di coccio da minestra
Tagliare la trippa a listarelle lavarla e farla bollire per una mezz'ora, questo permetterà di pulirla ulteriormente e di eliminare ogni minima traccia di odore dalla frattaglia. Scolarla e sciacquarla un ultima volta.
Far soffriggere l'olio con l'aglio e lo scalogno e aggiungere la trippa, soffriggendola per 5 minuti; sfumare con il vino e aggiungere abbondante polpa di pomodoro, menta e sale. Cuocere per un ora e mezza a fuoco basso in modo che la pietanza sobbolla lentamente per tutto il tempo. A cottura ultimata servire e gustare con una generosa spolverata di pecorino grattugiato.

Oggi voglio essere banale :-)


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CONVERSATION

4 commenti:

  1. ciao nai, io come te non mangio interiora e ...mi spiace , per quanto buona, non salvo neanche questa. Riconosco però la popolarità e la bontà ma rimane pur sempre un ...de gustibus...
    a presto
    fulvia

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    1. ciao carissima!
      certo i gusti son gusti
      se penso a cosa mangiavo io da piccola, mi si accappona la pelle!! :-)))

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  2. Le zampe di gallina NO.
    Ma domanda idiota: la trippa è calorica? Le interiora sono caloriche? Secondo me sì....

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    1. la trippa ha come unica controindicazione il colesterolo :)

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