Gli agretti


Oggi presento, a chi non la conosce, una verdura sfiziosa e facile da cucinare. Gli agretti.
L'agretto è presente in natura sotto forma di mazzetti legati con un elastico e incelofanato in vaschette colorate. Lo si trova in questo periodo (e non solo) sui banchi delle frutterie dei grandi supermercati. Per catturarlo basta allungare una mano e metterlo nel carrello ma, e qui c'è un ma, bisogna aver la fortuna di imbattersi nella specie "già pulita". Se così non fosse vi porterete a casa, ignare, un branco di agretti sporchi e selvaggi.
Appena arrivate in cucina liberateli con cautela dall'elastico (ma fate attenzione, alcuni cercheranno di fuggire e rischiate di ritrovarvi agretti e terriccio in giro x casa) munitevi di un affilato coltello e (si si, lo so, qui il discorso si fa truculento ma, si sa, siamo degli onnivori e allora...) tagliate via la parte rosa/bianca che hanno ai loro piedi e magari anche qualche rametto più duro e spesso.
Gettateli in acqua fredda ormai quasi esanimi e lavateli. E' qui che l'agretto, con un colpo di coda, sferra il suo ultimo attacco: dopo aver tolto la terra che rende opaca l'acqua inizierete a vedere, ad ogni successivo lavaggio, piccole impurità sotto forma di filamenti di colore non-verde che nuotano imprigionate tra le "fronde" degli agretti. Ecco,vi avverto che potreste, al quinto lavaggio, pensare di desistere e buttare tutto al cesso al secchio ma vi dico di resistere non foss'altro per i millenni di evoluzione che vi hanno donato, a dispetto dell'agretto, la pazienza di pulirli.
Fatto ciò la ricetta è tutta in discesa. Bolliteli in acqua salata per pochissimi minuti (4-5) scolateli, conditeli semplicemente con olio e limone e godetevi il vostro meritato contorno.
p.s. avevo detto facili da cucinare, non da pulire...

Si, cari agretti, l'accostamento non è casuale!

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