Tendiamo mani...



   “Non ero un misantropo o un misogino ma mi piaceva star solo. Si stava bene seduti tutti soli in uno spazio ristretto a fumare e a bere. Avevo sempre fatto ottima compagnia a me stesso.” Charles Bukowski

Aspettiamo, sognamo.

Ansia, paura, silenzio. Ci conosciamo, siamo diffidenti.

Scappiamo o proviamo a farlo.

E poi ci boicottiamo. Quanto siamo bravi a boicottarci noi, delusi e traditi dalla vita.

Come a cercar conferma che la sfiducia che serbiamo nel prossimo abbia una solida base noi, misogini, gliela costruiamo, questa base.

Mattone dopo mattone, "no" dopo "no", sgarbi, sgarri, menefreghismo e maleducazione.

E poi l'egoismo. L'egoismo e la creduta superiorità del non aver bisogno di nessuno, che il bisogno, si sa, è debolezza e noi - credendoci forti ci miniamo da dentro - parassiti di noi stessi, ospiti inospitali del nostro stesso corpo.

   "Con misantropia si intende l'avere una totale sfiducia nei confronti delle altre persone e un generale odio per l'umanità [...] Il termine indica un sentimento di avversione per il genere umano, che si manifesta con l'esigenza di isolamento e con atteggiamenti scontrosi. Attenzione però: non si intende l'antipatia verso persone specifiche, ma per gli esseri umani in generale."

L'animale ferito attacca per paura di essere attaccato e sconfitto. Lui riconosce la sua debolezza ma cerca di sovrastarla.

Se sei misogino sei stato ferito. E' inevitabile. Odi e rifuggi perchè hai provato il dolore, chi della perdita, chi del tradimento, hai provato e ti ha segnato. E non vuoi più stare male.

Fuggiamo e ci boicottiamo anche irreparabilmente, con una serie di reazioni irrazionali che cercano di superare l'ansia e il panico di vedere che qualcuno ci vuole. 

Bene, per sempre, per un momento, con amore o amicizia qualcuno ci vuole e la paura ci porta ad atteggiamenti irrazionali che arrivano al limite.

C'è chi tradisce per paura di essere tradito, c'è chi ferisce per terrore di essere ferito.

"Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l'equilibrio per un attimo." Massimo Gramellini.

Non siamo a nostro agio nel cambiamento, la mania del controllo prende il sopravvento per cercare di ostacolare le novità della vita.
Quando qualcuno ci tende una mano soffiamo e graffiamo senza pietà.
Siamo felini, ci crediamo indipendenti e vorremmo rifuggire l'attenzione degli altri. Noi siamo unici e bastiamo a noi stessi.
Ma la vita è inevitabile così come la morte. 

Le cose capitano, le situazioni accadono e dopo la partenza stentata c'è la ricerca della stabilità che dona un momento di pace, di respiro, il pit stop dove rifugiarti quando il cielo è bigio e minaccia di piovere, da cui uscire, mano nella mano, quando la tempesta è conclusa e esce il sole.
Tendiamo mani perchè possiate afferrarle. Timidi e impauriti, tentennanti e tremolanti.
Non siamo cattivi, abbiamo paura. Solo questo. 


Photo by Oliver Pacas on Unsplash

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