I libri delle vacanze (di Natale)


 

Le mie vacanze natalizie sono iniziate il 15 di Dicembre per concludersi il 3 Gennaio.
lo so, sono invidiabile ma in realtà altro non erano se non le ferie che i miei ex datori di lavoro non mi avrebbero pagato a termine del contratto, per cui me le han fatte consumare (ve l'ho detto che mi sono dimessa da un tempo indeterminato? --- pausa per farvi riprendere --- sì, lo so, siamo in italia, c'è la crisi è il 2016 e ho quasi 40 anni. Ok continuiamo).
Tutto ha avuto inizio con il libro regalatomi da un'amica (il primo, in ordine di apparizione) poi caso ha voluto che un'altra, a distanza di pochi giorni, me ne abbia regalato un secondo e così, la mania "librilibrilibri vojo legge tanti libri" si è impossessata di me e mi ha portato su Amazon, dove ho acquistato alcuni di quelli che vedete nella foto qui sopra, tutti ancora da leggere.
Ve li presento, in ordine di lettura, di ognuno vi lascio non tanto una recensione quanto, diciamo, una quarta di copertina, scritta a modo mio. 

 


"Porca pupazza, no! La strategia del pesce palla"
M.L.Maffei

"Porca pupazza,no! ma questa sono io!"
Quando un libro parla di #UnaComeTe non è facile parlare di lui.
40enne, single, romana, dimissionaria, agnostica e poi altro, più intimo, cupo e personale.
Allegro, frizzante, semplice ma con spunti divertenti, racconta una Roma girata in bici da chi vive in centro e può permetterselo (di girare in bici). L'amore è il punto focale. Lei e l'amore. Ma anche lei e gli amici, lei e le sue cene, lei e il suo avvocato, lei e i dolori che si porta dentro, sviscerati piano piano e infilati nel racconto a tradimento, che ti fanno dire "ma porca paletta! ma nooo porella, chissà come ha sofferto" quasi che fosse un essere umano vivente e non solo un personaggio ingabbiato in 185 pagine (che si leggono in una giornata tra tè, divano e plaid). A metà del libro tu lo sai, lo capisci, come finirà ma vuoi comunque leggere, per "sentirtele dire" quelle parole. Per i più romantici, valgono da sprono all'acquisto alcune righe: "Faccio fatica a capirti, ci sono momenti in cui vorrei mettermi i tappi nelle orecchie. Ritengo che tu abbia bisogno di grandi spazi tutti tuoi. Riconosco il dolore; capisco che tu voglia correre in solitaria. Ma desidero esserci sempre, al tuo ritorno. Ogni volta che passa la paura [...]"
 
 


"Illusioni. Le avventure di un messia riluttante"
 R.Bach

Quando sei l'autore de Il gabbiano Jonathan Livingston hai già detto tutto al mondo.
E mo' te ce voglio, a scrivere ancora.
E invece questo libro vale la pena di essere letto.
Originale, con un punto di vista pittoresco sul più classico degli argomenti. Il messia riluttante ci lancia sfide e ci lascia frasi da incidersi nel cervello "Mai ti si concede un desiderio senza che inoltre ti sia concesso il potere di farlo avverare. Può darsi che tu debba faticare per questo, tuttavia" oppure "Ogni persona, tutti gli eventi della tua vita sono lì perché tu li hai attratti lì. Quello che decidi di fare con essi dipende da te". Una guida spirituale che s'è stufata di far da guida, un uomo ragno che nella sua rete involontaria cattura folle, riluttante nel farlo, proprio perché sa che da un grande potere derivano grandi responsabilità. A volte funziona così anche la vita reale, non è detto che ci piaccia quel che facciamo, ma si guarda la meta, non il percorso. Un libro che si svela pian piano, un finale che è un loop in 149 pagine da bersi in una giornata.
 


"Il peso specifico dell'amore"
 F.Bosco

A leggere i titoli degli altri libri della Bosco passa la voglia di acquistarla a meno di non avere 15 anni.
"Mi piaci da morire" "S.O.S. Amore" se una rondine non fa primavera è pur vero che se sei causa del tuo mal...
389 pagine totali, si passano le prime 250 in agonia, sperando che accada qualcosa, senza saper bene cosa, purché si venga distolti dalla scontatezza del "lui non lo amo più, ma c'è l'altro, bello e dannato che sta lì pronto per essere redento, pronto ad innamorarsi non del mio (scialbo) aspetto bensì del mio fantastico cervello" 250 pagine che paiono perfette come base di una sceneggiatura per qualche film italiano, di quelli con i soliti attori, i soliti registi, i soliti sceneggiatori.
Poi si capitola.
Poi succede tutto e le restanti 140 pagine valgono il costo, il tempo speso, le scene forzate sorbite in precedenza. Incredibile come si apra un libro dicendo "mamma quanto è vero" si prosegua implorando "ti prego uccidi tutti i protagonisti e finiamola qui" e si concluda tra le lacrime.
Si perché quando si acquista un romanzo spesso lo si fa perché si trova a primo acchito qualcosa che ci colpisce e se l'intuizione è giusta l'ultima pagina è bagnata dalle lacrime, come fosse una mano che amorevole ci carezza la guancia, salutandoci per sempre e dicendoci "ciao, ti ho insegnato qualcosa e ora vado via..."



"Terapia di coppia per amanti"
D. De Silva

È il secondo libro che leggo di De Silva.
Non mi permetto di generalizzare perché non ho basi per farlo ma ci dev'essere qualcosa che gli uomini hanno e che De Silva coglie e trasmette.
I capitoli, scritti alternando il punto di vista dei due protagonisti, ci mettono chiaramente di fronte alla differenza abissale che fa da collante alle coppie. Non anime gemelle ma due metà di un tutto che si completa.
Lui, a tratti un debole, dipendente sessualmente da lei, ironico e tranquillo, ma di una calma data dalla pacata superficialità tipica di certi uomini, che sanno per cosa valga la pena preoccuparsi.
Lei bella, lunatica, pensatrice rabbiosa, vittima del suo essere donna nel senso più ormonale del termine, rigida e sovente stronza.
Eppure si amano da anni. D'altronde sono amanti, lo dice la parola stessa, alla base di un rapporto clandestino c'è, o quantomeno si suppone ci sia, l'amore e l'atto (sessuale) dell'amarsi, altrimenti cos'altro li legherebbe per anni?
Si amano e vanno in analisi, presentandoci il terzo personaggio chiave, un analista, che scopriamo vittima degli stessi difetti del protagonista, perché uomo, perché anch'egli innamorato, perché cosi piace a De Silva intaccare i suoi personaggi, per renderli umani prima che protagonisti, per farceli piacere per i loro difetti e le loro debolezze, prima che per il loro fascino da protagonisti e, dato che in ogni donna c'è una mamma, una parte di noi sorride e si affeziona a queste debolezze, che li rendono reali più di quanto sia possibile fare in 272 pagine di bella narrativa.

Share this:

COMMENTS

0 commenti:

Posta un commento