Non sprecare la tua vita



Successe più o meno in questo periodo, 21 anni fa.
Era un amico come ne avevo tanti, forse più conoscente che altro, uno del gruppo, uno della scuola, ci si vedeva per uscire la sera, si era stati in vacanza insieme l'anno prima. 
Simpaticissimo, una simpatia disarmante, di quella tipica dei più popolari della classe, quelli che tengono banco, quelli che dopo che li conosci, tempo 5 minuti e stai lì a ridere a crepapelle.
Era bravissimo a giocare a calcetto, amava ballare e adorava i cavalli.
Era fidanzato all'epoca ma aveva una storia tormentata come tutti i 19enni che si rispettano.
Un giorno decise di accompagnare i suoi amici del maneggio in trasferta, loro e i loro cavalli, c'era una gara credo...ma non importa. 
Importa il fatto che facendo scendere un cavallo dal camion questo gli cadde addosso, si rialzò e ricadde di nuovo su di lui.

A volte il destino decide che tu devi soffrire per tutta la vita, per cui la vita sembra davvero troppo simile al film Final destination. Il cavallo era caduto e - nel dubbio di non avergli fatto abbastanza del male  - era ricaduto di nuovo.
Tetraplegico. Senza speranza. 
Così a 19 anni un cavallo non schiacciò solo lui ma anche tutti i sogni, le speranze, tutte le gioie, i dolori, i futuri amori, successi e fallimenti di un 19enne come potevano essercene tanti. 
Io e lui non eravamo amici intimi ma da allora non c'è un momento in cui io non pensi a lui se incontro una persona sulla sedia a rotelle, non c'è volta che non pensi a lui se vedo un uomo a cavallo e non c'è momento che non mi faccia ricordare la sua storia quando sento la gente che si arrende alla vita.

Ogni santa volta in cui una persona mi dice di essersi arresa, di essere depressa senza un reale motivo, di essere triste senza un senso, di sentirsi vecchia senza esserlo, brutta senza motivo, peggiore senza provare a migliorarsi ecco, ogni singola volta io penso a lui, a quanto vorrebbe lui essere vecchio, brutto, e peggiore oggi pur di non essere tetraplegico. 
Ah, chissà che forza avrebbe lui, di cambiare la sua vita, di migliorare se stesso, di rimettersi in gioco, di sistemare le cose se solo la vita gli desse una seconda chance. 
Ma la vita non è un film e la seconda chance lui non ce l'avrà mai, almeno fino a quando sarà vivo. Magari un giorno morirà, rinascerà e sarà un'altra persona e magari potrà vivere la sua vita appieno come oggi non può più fare. 
Oggi che più della metà della sua vita l'ha passata seduto, senza la possibilità di muovere non solo le gambe ma nemmeno le dita delle mani. Oggi che chissà quanti anni ancora gli spettano di vivere, oggi che lui non può fare niente se non il minimo per decidere come vivere e come influenzare la sua vita, oggi che lui non ha niente mentre tanti hanno tanto, se non tutto, oggi che io non mi lamento e ringrazio la vita per ciò che ho, perché come minimo sento di doverlo alle persone come lui, che non possono più viverla, una vita vera.

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