Giulia Nekorkina. Una Rossa in cucina da Assaggi d'Autore

 

Era un martedì sera fresco di fine Maggio quando mi sono recata a cenare da Assaggi d'Autore, il locale di cui vi ho già più e più volte parlato. Quella sera in cucina c'era Giulia, food blogger moscovita residente in Italia oramai da svariati anni, meglio conosciuta agli addetti ai lavori come La Rossa (dal nome del suo blog "Rossa di sera").
Da Assaggi, Giulia propone per 4 mesi un percorso gustativo serale che porta gli avventori del locale a provare (ma solo per una sera a settimana - il Venerdì) un menù a base di pesce povero, creato ad hoc per l'evento "Three Temporary Chef". Io ho avuto l'occasione di provarlo tutto e oggi sono qui a parlarvene. Ma andiamo per gradi.

Antipasti

Polpettine fritte di alici su passata di zuchine novelle


Un delizioso modo di mangiare le alici, sono sicura che questo piatto piacerebbe anche ai bambini, tanto sono sfiziose queste polpettine con la loro passata di zucchine novelle.

Polpo arrostito su schiacciata di patate e pesto di basilico


Ho apprezzato la schiacciata di patate per la sua consistenza morbida ma non cremosa, che ben si accostava alla carne turgida di un polpo ben cucinato.

Primi piatti  

Spaghetti artigianali con sarde e finocchietto selvatico 


Una vera leccornia, uno dei piatti che ho apprezzato di più.

Paccheri di Gragnano con cozze, pecorino ed erbette aromatiche 


Il pacchero di Gragnano dà tanto a un piatto bilanciato nei sapori e negli aromi.

Secondi piatti   

Sgombro scottato con insalatina di arance olive nere e cipolle rosse dolci 


Ho già detto che non sono un'amante dello sgombro. Eppure Giulia, qui con questo secondo piatto e prima all'inaugurazione dell'evento Three Temporary Chef con le sue tartine di sgombro sotto sale, è riuscita a farmelo amare.

Millefoglie di seppie saltate a julienne con melanzane e pomodorini confit 


La croccantezza delle seppie legava perfettamente con la dolce morbidezza di melanzane e pomodorini. Questo il piatto che ho preferito in assoluto, per il suo gusto e la sua completezza.

Dessert

Mousse di fragola e la sua coulis


Una mousse nella sua versione simil semifreddo. Deliziosa e light, con solo fragola, zucchero e semollino a comporla e in cicinin di panna ad avvolgerla.

Rotolo con lemon curd e panna montata


Per un dolce al limone, il mio frutto preferito,  farei carte false, se poi ci unisci la panna mondata e un morbido rotolo di pan di spagna...

Ma per conoscerla meglio, la nostra Giulia, ecco a voi l'intervista che le ho fatto a fine servizio:
Parlaci un po' di te; Giulia, chi è?
Moscovita di nascita, romana di adozione, rossa di sera per passione: è così che mi piace presentarmi, ed è così che mi piace autodefinirmi. Sembra che il mio amore per la cucina sia nato insieme a me: ricordo che già da piccolina assaggiavo ogni cosa, mangiavo di tutto e, appena potevo, mi infilavo in cucina a pasticciare con la nonna, mentre lei preparava i piroghi (tradizionali pani ripieni russi).
Ora che guardo indietro, vedo chiaramente il cibo come il filo conduttore di tutta la mia vita. 

Hai un blog di cucina, "Rossa di sera", ma come mai hai deciso di aprirlo?
L'amore per la cucina mi ha indotto a fare varie esperienze nella ristorazione, a pubblicare in Russia i libri sulla cucina italiana, a partecipare ai forum culinari, a cucinare a domicilio e, infine, a decidermi di aprire il blog, "Rossa di Sera". Ancora oggi, dopo quasi 6 anni, mi chiedono il perché del nome. È semplice: volevo un nome carino, un gioco di parole, che in qualche modo parlasse di me, del mio modo di essere, della mia immagine. Considero la cena il pasto principale della giornata, quando ci si rilassa a tavola con un bicchiere (o più) di buon vino (o, meglio, di bollicine) e qualcosa di sfizioso nel piatto. Oggi scherzando dico che mi sono fatta imprigionare dalla mia immagine e non posso più cambiare nè il look nè le mie preferenze nel cibo, vino e colori, ma va bene così, ci mancherebbe! 
Ritornando al discorso di prima: in realtà la decisione iniziale di aprire il blog è stata basata più sul desiderio di trovare degli amici a Roma con i miei stessi interessi, che di condividere le ricette nello spazio virtuale. Ogni cosa però è soggetta a evoluzione, perciò alla fine il mio blog, poco per volta, si è arricchito di contenuti differenti da quelli di un semplice ricettario on line ed è diventato una sorta di diario personale, anche se sempre con il food come protagonista. Ho cominciato a raccontare i miei viaggi, le esperienze nei ristoranti, gli eventi golosi in giro e tutto quello che gira intorno al mondo del cibo.

Dal blog a cucinare per un ristorante (anche se solo un giorno a settimana e solo per quattro mesi) il passo è stato breve? e che esperienze food hai fatto nel mentre?
Non sono nuova del mestiere, il mio primo marito, chef e ristoratore, era proprietario di un ristorante italiano a Mosca. Lì ho trovato il paradiso: una persona saggia e sapiente che mi ha insegnato tanti trucchi del mestiere e mi ha introdotto non solo nel mondo della cucina, ma anche nel mondo del vino, un'altra mia passione. Certo è che si tratta di un lavoro molto pesante, quindi va bene farlo ogni tanto ma certo non credo che aprirei mai un ristorante tutto mio.

Da Assaggi d'Autore ti alterni in cucina con i tuoi colleghi blogger Alessandra e Marco com'è nata l'idea di Three Temporary Chef?
L’idea è stata di Raffaella Ghislandi, lei ha un’attività che si chiama “Aprolocale” e si occupa di lanci di start up, rinnovamenti e aperture di nuovi locali; a tal proposito sono stati proprio i proprietari di Assaggi d’Autore a chiedere di rilanciare il loro locale per ciò che riguardava la parte serale. Difatti Assaggi funziona molto bene negli altri momenti della giornata (colazione, lunch ecc) ma la sera soffre un pochino e lei – molto creativa e piena di inventiva qual è - ha pensato bene di inventarsi questa soluzione: conoscendo separatamente me, Alessandra e Marco ha creato questo nuovo format, con tre chef non professionisti che cucinano differenti menù, creando la curiosa e stimolante situazione per cui – invece di cambiare ristorante per assaporare differenti cucine – al cliente basta cambiare il giorno di fruizione dello stesso luogo, perché  qui è lo chef che varia e con sé il menù che lo caratterizza.  

Mentre Alessandra ha scelto un menù vegano e Marco un menù romano rivisitato in chiave gourmet, tu hai creato un menù di pesce povero. Come mai questa scelta di puntare sul pesce povero?
Io vivrei di pesce e verdure. Amo i sapori di mare e cucino pesce molto spesso anche a casa. Il pesce povero – in particolare – è un pesce che viene spesso sottovalutato e questo non è giusto. Vivendo a Fiumicino ho l’opportunità di procacciarmelo direttamente dai pescatori che arrivano al porto con il loro pescato e vendono, tra l’altro, cassette di pesce “povero”, pesce azzurro di seconda scelta ma non nel senso di scarsa qualità, quanto nel senso di essere quello meno scelto rispetto alle varietà più consumate. Da questa serie di considerazione sono nate l’idea e le ricette da applicare al format.


Parlaci del menù che proponi, come sono nati i piatti? Sono pietanze che già cucinavi oppure le hai studiate appositamente per quest'evento?
Alcuni sono piatti già ampiamente provati a casa e ben conosciuti, mutuati dalle varie tradizioni gastronomiche italiane, come gli spaghetti con le sarde. Altre sono inventate ad hoc per le serate al ristorante.

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