La bambina dei "perchè" e lo tzatziki


Da piccola ero la classica bambina rompi......scatole!
Davanti a qualsiasi cosa me ne uscivo con i miei "papà ma  perchè..........?"
- "papà perchè quel signore dice così?"
- "papà perchè il film è finito così?"
- "papà perchè succede questo o quest'altro?"
e una sfilza di "papà che vuol dire (seguito dai qualsiasi tipo di vocabolo le mie orecchie captassero nell'aria)".
Non che mia madre fosse immune dalla tortura, solo aveva un suo modo scientificamente provato di risolvere la situazione ed uscire dall'impasse "Nai non lo so...chiedilo a papà".
Se a tutto questo aggiungiamo che il libro che sfogliavo di più in assoluto era un vocabolario illustrato Zingarelli.....avrete un'idea della mia visione bambinesca del "io voglio sapere le cose".
Il vizio m'è rimasto. Mi affascina il perchè degli eventi, delle tradizioni, delle situazioni, dei comportamenti.
Riportando tutto questo nella cucina, che oramai ha invaso metaforicamente la mia vita e concretamente una parte delle mie giornate, mi piace poter leggere le origini di una ricetta, di un alimento, le tradizioni culinarie dei popoli antichi che spesso arrivano fin sulle nostre tavole senza che noi ce ne accorgiamo; è come un filo invisibile che lega gli esseri umani che hanno abitato il mondo, come una carrucola che parte dall'antichità e giunge fino a noi (che non siamo l'arrivo ma solo una tappa del percorso) e trasporta sempre lo stesso messaggio, con una coerenza storica disarmante, alla faccia delle mode del momento.
Questo è proprio lo spirito che alberga nel libro che ho appena finito di leggere il libro di Alex Revelli Sorini, Susanna Cutini e Shady Hasbun: Tacuinum bizantino. L'ho scelto perchè i Bizantini mi affascinano da sempre per motivi geografici personalissimi e tra tutte le ricette, la prima che ho deciso di provare, è lo tzatziki.
Come mi ha spiegato Alex nel libro, ed in tutti i libri di gastronomia storica, le dosi non ci sono : venivano lasciate alla libera interpretazione del cuoco, a seconda del periodo storico d'appartenenza.
Bè, nel periodo storico che stiamo vivendo (ed in questo blog) la "cuoca", che poi sarei io, ha partorito queste precise dosi:

Ingredienti:

  • 100 gr. di yogurt greco
  • un cetriolo
  • mezzo spicchio di aglio
  • un paio di cucchiaini di aceto di vino bianco
  • un cucchiaio di olio evo
  • sale
  • pepe
  • menta
Grattugiare il cetriolo e metterne la polpa in un colino per togliere l'acqua in eccesso. Schiacciare l'aglio, tritare la menta ed unire, amalgamandoli, tutti gli altri ingredienti.
Assaggiare ed eventualmente correggere in base ai gusti.
Io lo uso "in tutte le salse" anche sull'insalata ma dà il meglio di se sulla carne alla brace o sul pesce.
p.s. un grazie speciale ad Alex per il libro  :-)

Con lo tzatziki fu proprio amore al primo assaggio
That's Amore - Dean Martin Link You Tube

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CONVERSATION

6 commenti:

  1. Sai che scrivi proprio bene, complimenti! Billa

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  2. Cavolo Naima, con la storia della carrucola hai proprio spaccato! I.

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  3. @I. ah ah ah grazie! ti pubblico il commento, se però evitavi di scrivere il mio nome ero più contenta!

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  4. Ricordo di aver gustato zaziki in Grecia con ouzo (chi trova il raki turco penso goda di più). Anche la densità della "crema" è molto variabile, più o meno consistente. Nel caso particolare della mia memoria era particolarmente liquido. Conviene predisporsi come fa Lei, Egregia, e farlo in casa. Il prodotto che si trova sugli scaffali della GDO non regge al confronto.

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    1. ciao Paolo, bè questa tua ultima considerazione vale un po' per tutti i prodotti da banco che possono essere facilmente e soddisfacentemente riprdotti in casa, con magari un poco di fatica ma sicuramente con tanta soddisfazione.
      A presto

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