Tiriamole fuori (e salviamoci)




Ammetto. 
Avevo scritto un altro post. 
Al vetriolo.
Ero stufa, stanca, ero scocciata e sfinita di tanti atteggiamenti (molti anche miei...) e avevo relegato veleno a profusione in questo post. E non mi è parso giusto.
Così ho decantato (come il vino ma come le donne - solitamente - non fanno) e ho capito.
Meno rabbia, più cervello.
Meno lagna, più lavoro.
Meno tutti, più me.
Questo è.  
Eccovi il post (originale) riveduto, corretto e... ammorbidito.

E così, un giorno, iniziano a spuntare.
Tu non le percepisci subito.
Al primo giro di naso, alla prima parola fuori posto, al primo segnale che qualcosa è strano, che qualcos'altro non va tu - che stai iniziando a cambiare ma ancora non lo sai - reagisci come non avresti fatto prima.
Ti inalberi pesantemente. 
Ma una cifra eh! Non parlo di quel leggero fastidio che soffochi alla meno peggio, no, tu t'incazzi proprio. 
E' il segnale. 
Uno, due, tre, al quarto sei conscia che la verità è solo una.
Non è il ciclo, pre ciclo, post ciclo, no... sono le palle. 
Ti. Stanno. Spuntando. Le. Palle.
Stai tirando fuori i testicoli.
Li hai fatti crescere dentro di te sommessamente, si sono sviluppati dal nulla, prima una cellula, poi due, poi migliaia, milioni e ora sono pronte per venire alla luce.
E così, se qualcosa non ha senso, chè i giochi non ti piacciono se non sei (anche) tu a dire "ok, giochiamo" allora. Tu. Ti. Incazzi. E agisci di conseguenza: Re-agisci.

E viva la schiettezza, la semplicità della verità e basta ai falsi perbenismi, alle compiacenze smielose, basta ai complimenti gettati con la rete a strascico chè tu non sei un tonno, stop pacche sulle spalle, finiamola con tutto chè le chiacchiere stanno a zero e intanto la vita è (sempre stata) solo una.

Se è vero che tutto ha un origine, se è vero che ancora non è risolta l'annosa questione se sia nato prima l'uovo o la gallina diciamolo, è la fine quella che ti piace di più, diciamolo, che stare lì lì con un piede nel nulla ti piace. Davvero. Ti piace.
Aver slacciato il paracadute che ti teneva legata (e ti ha fatto dire così tanti "no" che ora ti mangi le mani) ti elettrizza. Voli in caduta libera e non sai dove atterrerai. Hai 41 anni e sei elettrica come una liceale appena uscita, fresca di diploma.
Che cretina che sei. Una folle donna cretina. Ma tant'è!

Questa primavera è iniziata così, con le palle che mi sono spuntate, con uno sguardo luccicoso sul domani, con tante cose da fare, tante opzioni da valutare, con chissà quante persone da conoscere e altre lasciate o da lasciare giustamente e dolorosamente indietro.

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