A me ((mi)) piacciono i piccioni!


Quando ero piccola mio nonno allevava piccioni per poi mangiarli.
Io non lo sapevo.
O meglio, li vedevo sparire puntualmente dopo qualche settimana dalla schiusa delle uova ma non collegavo la cosa con il pollo di dimensioni mini che mi ritrovavo nel piatto (e che pollo non era). 
Va beh, ero piccola davvero, che pretendete?
Crescendo ho capito che quelle mini coscette che mi piacevano tanto appartenevano ai pennuti che amavo e ho iniziato a boicottare quella carne. Una bimba animalista negli anni Ottanta, la prima credo, magari settorialmente animalista ma sicuramente motivata, con le sue idee e convinzioni. 
I piccioni mi piacciono da allora.
Gli amici lo sanno e non si contano le foto che postano da anni sulla mia pagina Facebook: piccioni che tubano, piccioni che volano, che si affollano intorno alle vecchine nei parchi (lo so, sarà il mio destino, la mia fine è già scritta) piccioni che stazionano su balaustre, muretti e via dicendo.
Quando ero piccola mi piacevano perché erano lisci, morbidi e con il corpicino caldo, impauriti ma docili al tempo stesso, dei giocattolini da spaventare per far volar via. 
Oggi credo di amarli per un motivo solo: i piccioni li odiano tutti. Li schifano, li scansano, li etichettano come "topi con le ali".
I piccioni (dopo i topi) sono i reietti del mondo animale.
Ora, chiariamo un punto. I piccioni si lavano.
Giurin giurello, ho visto con i miei occhi un gruppetto di pennuti far i turni sotto un nasone per lavarsi le piume, voi non avete idea di quanto potessero essere teneri, si agitavano sotto il getto di acqua alzando le ali e muovendosi a destra e sinistra. I piccioni si lavano ma la gente li odia ugualmente, li odia per razzismo, perché crede alle dicerie, per partito preso, li odia perché sono piccioni e allora non ti possono piacere, perché non piacciono a nessuno, perché se dici che sono carini allora sei strana.
I colombi, quelli sì che possiamo amarli, sono bianchi, simbolo di unione, di legami indissolubili, di matrimonio (e per questo vengono strumentalizzati come fantocci evocativi, lasciati volar via dalle mani dei novelli sposi, come augurio di amore eterno e ipocrisie similari). 
Posso dire la mia? (Ah, sì, posso, sto scrivendo sul mio blog, per cui... la dico!) A me i colombi son sempre stati sulle palle! Con quella loro aria da santarelli candidi, l'aspetto perfettino, il piumaggio così bianco che paiono appena usciti dalla tintoria, roba che se io una mattina mi vesto di bianco quando torno a casa sono così inzaccherata che tanto vale mettermi sotto la doccia vestita...
Le tortore, che dire poi delle dolci tortorelle? Fanno parte della famiglia dei columbidi, così come i piccioni e i colombi ma vuoi mettere le tortorelle? Deliziose, con il loro color dissenteria che però nel regno animale fa tanto tenerezza.
Sapete cosa mi fa più rabbia? Tutte e tre le specie sono monogame, ma mentre del colombo si esalta questa caratteristica e delle tortore si notano le piccole dimensioni, che le rendono deliziose di default (come se restassero cuccioli per tutta la vita) dei piccioni, pennuti che se la rischiano quotidianamente nella loro vita cittadina, in mezzo a pericoli di ogni sorta, di loro si parla solo in termini negativi.
Ma ve lo immaginate il piccione? 
'Sto pennuto scampa ad attacchi di ogni sorta: il gabbiano affamato sulle sponde del Tevere, l'automobile che sfreccia sulla strada, il gatto al parco; 'sto piccione quotidianamente sfugge a tutto questo e lotta per la sopravvivenza e invece che ottiene? Razzismo, pregiudizi, diffidenza. 
Tutti si sono oramai scordati che nel passato erano loro a portare messaggi d'amore, missive vitali per le sorti di un regno, i piccioni son stati utilizzati anche in tempi relativamente moderni, durante l'ultima guerra mondiale
Ecco, già immagino il dialogo "tipo"
- dobbiamo far arrivare questa missiva. È di vitale importanza!
- come possiamo fare? 
- usiamo un piccione!
- ma so' topi co' le ali! 
- zitto, so' postini da paura!
- ma non si può usare un colombo, mi' zio ne ha una coppia, so' così carini?!
- i colombi si perdono per strada, si appollaiano sul primo albero, iniziano a tubare e si dimenticano di tutto. Ah, l'amore!
- e allora pjamo 'na tortora, eddai i piccioni c'hanno le zecche!
- ma quale tortora, so' delle mezze seghe e quando te la copre quella distanza 'na tortorella, ma l'hai vista? Gliel'affideresti 'na missiva?
-e  va beh oh, allora pjamo sti piccioni... però te lo dico, il messaggio glielo attacchi te alla zampa, a me toccarli me fa impressione!
...
Il piccione tutto questo non lo sa, lui è solo un pennuto che si fa il mazzo per trovare la sua sacrosanta felicità e per vivere la sua vita tranquilla; io amo i piccioni e continuerò ad amarli, a gettar in terra le briciole dei miei Oro Saiwa, a cercare di avvicinarli e fotografarli, li amo pure se Lunedì uno mi ha scambiata per un water e mi ha mandato in giro per il quartiere con un ricordino sulla gamba.
Io amo i piccioni perché sono una scema romantica, perché amo le cause perse.
Forse, il vero motivo, è questo.
Io amo i piccioni. E le cause perse.

Share this:

COMMENTS

0 commenti:

Posta un commento