E se io potessi mai più tornare...

E se io potessi mai più tornare, e se io non volessi mai più esser qui.
Cosa cambierebbe in tutti voi?
Gli esseri sono utili ma non indispensabilmente utili.
E se da domani le priorità fossero altre?
Se la felicità acquistasse tridimensionalità oltre che essere un'idea?
Ma se in cinque righe ci sono quattro "se" vuol solo dire che i dubbi sono troppi per farti decidere.
E per farti rischiare.
Così non rischi, non lasci la presa, eppure di quella serie televisiva da dieci puntate la scena che più ti è rimasta impressa è quando lei lascia la presa e si lascia cadere. Nel vuoto.
E' questo il problema, il problema di sempre, il vuoto.
Se non riesci a gettarti all'indietro nemmeno in quaranta centimetri di neve, figuriamoci nella vita.
Allora meglio restare dove sei.
Ferma.
Impassibile.
Mummificata.
Ma ti prego, non lamentarti di questo, non prendere un foglio, non munirti di una penna e non iniziare a scrivere "e se potessi mai più tornare...."

Questo post scemo lo dedico a un'amica e a tutte quelle persone che nel 2013 non sono quello che volevano essere, non sono lì dove volevano essere. Ma vanno comunque avanti.

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