Categorie umane. Uomini, donne e bestiacce varie


fonte: Google



Sono una sociologa per formazione accademica.
Mi piace generalizzare e adoro categorizzare le persone infilandole in caselle che gli calzino a pennello. Credo che l'essere umano sia la peggior specie vivente e ho una simpatica capacità lessicale. 
A questo punto, mi son chiesta, perché non scrivere un post per ridere un po' di noi, gli esseri umani appunto, e delle nostre manie e particolarità, dividendoci in categorie umane?
E così ho fatto, nei mesi passati ho accumulato questi piccoli brani che ho - via via - condiviso sulle mie pagine personali.
Riassumendo...

L'elastico
L'elastico è colui che più lo allontani più ti si riaccosta.
Decidi di troncare, non ce la fai più, non ti ama/non ti merita/è 'no stronzo. 
Così sparisci. 
Bene.
Sei sparita? Lui ti scrive su whatsapp.
Tu non rispondi? Lui ti riscrive. 
Continui a non rispondere? Lui ti chiama. 
Tu gli dici che non vuoi sentirlo? Lui si accorge che non può star senza di te. 
Tu lo ignori? Diventi la gioia mancata più grande della sua vita. 
Tu, sfinita, cedi e torni? Lui ti guarda e fa: ehi tu? chi cazzo sei, che voi da me?

L'uomo accollo
Donne, avete voluto la parità dei diritti, avete voluto il lavoro, la carriera? 
Bene, ora beccateve l'uomo accollo! 
Colui che vi valuta solo come un mezzo di sostentamento con trucco e parrucco. 
L'uomo accollo lo sgami subito, perché sei donna, mica scema. 
Basta fissarlo negli occhi, se alle paroline: casa di proprietà, mutuo estinto, promozione, "nipote preferita della ricca zia morente" (questa è lunga ma funziona) i suoi occhi emettono un luccichio sospetto, appena percepibile, è fatta! Siete davanti a un uomo accollo. 
La prova finale? Ditegli che siete figlia unica, se ghignerà, è lui! 
Fuggite. Di corsa! 

Il mentale
Il mentale annoia i basici e intrippa i mentali. 
Due mentali insieme riuscirebbero a parlare de "la vita, l'amore, il mondo, la guerra, l'ebola, i parenti, la cervicale" in maratone di due giorni senza mai sbadigliare. E sputare! 
Di contro se un soggetto mentale incontra un soggetto basico so' cazzi.
Per il basico, il mentale è inarrivabile, per il mentale il basico è un Bambi da salvare dalle bassezze della sua sciatteria di cervello. 
L'unione tra le due categorie non è impossibile anche perché i poli opposti si attraggono ma arriverà comunque il giorno in cui uno dei due si sveglierà e, voltandosi, si chiederà "ma io, che ci faccio qua!?" 

Gli spezzacuore
Che sia uomo che sia donna per me pari son. 
Bastardi senza cuore, killer dei sentimenti altrui, passano il tempo mietendo vittime.
Si vocifera ci sia un mercato clandestino di cuori infranti che loro stessi tengono vivo a suon di lacrime (altrui). 
Gli spezzacuore paiono essere immuni all'amore, al romanticismo, mietono peggio della falce della Signora Morte. 
Se è previsto un premio per chi scoprirà il 4° segreto di Fatima, una ricompensa per chi troverà il Sacro Graal, è promessa ricchezza e immortalità a chi faccia capitolare uno spezzacuore fin a ridurlo/a in una larva frignante che mangia Baci Perugina e piange davanti a una foto. 
Voi avete mai saputo dell'esistenza di un ricco immortale? Ecco... appunto...

L'accumulatrice seriale
L'accumulatrice non punta sulla qualità. Punta sulla quantità.
Lei è Saturno e vive di satelliti. 
Ha sempre 3-4 uomini intorno. Intorno nel senso che uno sta sopra, uno sta sotto e un altro paio guardano.
Lei, sola, non ci sa stare, potremmo definirla "gatta morta" se non fosse che dentro di lei arde il fuoco di una zoccola viva (battuta non mia, purtroppo). 
Non si è ancora capito se lo faccia per diletto, per stilare classifiche o per vocazione ma la certezza è una e l'hashtag è tutto suo: #maisazia

Lo zerbino
Lo zerbino è ai vostri piedi, sempre. 
E' una certezza come i brufoli degli adolescenti o lo sciopero dei benzinai nei week end estivi. Lo zerbino è vittima di se stesso e della sua convinzione che l'essere sempre a disposizione della persona amata lo renda desiderabile. In realtà l'averlo sempre a disposizione lo rende desiderabile tanto quanto il prezzemolo tra i denti. Mentre pensa che facendo così farà goal nel cuore della persona amata ignora, porello lui, di non essere mai entrato in partita, men che meno nella rosa dei convocati. Diciamo che nel campionato dell'amore lui è determinante quanto il tizio che vende i gelati sugli spalti.
Nè più, nè meno... 

Il protagonista
Il protagonista non è solo protagonista della sua vita. No, lui pretende di esserlo anche della tua. Tu, spettatore, non sei manco seduto in poltronissima, stai in platea... Si parla solo di lui, il mondo gira solo intorno al lui, lui è l'erede del Marchese del Grillo (lui è lui e tu non sei un cazzo). 
Ha un problema? Apriti cielo. 
Tu hai un problema? E sti cazzi nun ce li metti? 
Il protagonista cannibalizza la tua vita, le tue energie e - statene certi - è così inevitabilmente egoista che se vi ritrovaste affamati su un'isola deserta lui cannibalizzerebbe pure te. Letteralmente. 

Il paguro
Il soggetto paguro si comporta paripari come il simpatico crostaceo. 
Peccato che crostaceo non sia, è uomo (o donna) e solitamente ha superato abbondantemente i trenta. Questo presupporrebbe sanità mentale e fermezza psicologica. E invece col cazzo!
Il paguro si avvicina, a strattoni, guardingo, rapido e veloce, ti solletica, ti studia, ti fa anche l'occhiolino ma sul più bello, quando pensi che abbia preso confidenza, ti lasci andare e inizi a crederci, ti pizzica e si ritrae. 
Vallo a capire, il paguro. Il peccato è solo uno, non poterlo rigettare in mare come si farebbe con il suo simile antropode.

Share this:

COMMENTS

0 commenti:

Posta un commento